Inchieste Pescara: Idv fuori Giunta

15:45 mar 06 gennaio 2009

(ANSA) - PESCARA, 6 GEN - L'Idv esce dalla Giunta comunale, mentre, in attesa del ritorno alle urne, i consiglieri voteranno in aula i provvedimenti urgenti. E' la linea ufficiale del partito dopo la decisione del sindaco D'Alfonso di ritirare ieri le dimissioni presentate il 16 dicembre scorso. Il coordinatore Idv in Abruzzo Mascitelli ha detto:'l'interpretazione sul ritiro delle dimissioni e la contestuale presentazione di un certificato medico e' un'evidente forzatura, un epilogo per certi versi farsesco'.

Commenti (4)

  • iwills - 10-01-2009

    Pescara, il medico sconfessa l’«ammalato» D’Alfonso.......... Il sindaco è malato quindi la giunta è salva. Ma il medico di fiducia di Luciano D’Alfonso, che è pure compagno di partito, lo sconfessa: «Patologia permanente? Macché... Chi ha inventato queste parole?». E sulla testa del primo cittadino di Pescara piomba l’ennesima tegola. Eppure l’escamotage, ben sigillato in una busta ora in Procura, era ben congeniato. Nella custodia, un misterioso certificato medico grazie al quale D’Alfonso ha evitato in extremis il coma profondo della sua giunta. I pm, che vogliono vederci chiaro, hanno sequestrato l’attestato medico che, di fatto, ha evitato il commissariamento della città abruzzese. Ma ricapitoliamo la vicenda alla quale, nelle ultime ore, s’è giunto un capitolo che ha del grottesco. Il 15 dicembre scorso per D’Alfonso sono iniziati i guai. Arresti domiciliari con un’accusa pesantissima: corruzione e finanziamento illecito ai partiti per una questione di favori e appalti milionari. Lì per lì il sindaco aveva strappato applausi pure ai suoi avversari, facendo un passo indietro: «Be’, mi dimetto», aveva dichiarato appena scoppiata la tempesta giudiziaria. E giù applausi: trasparenza, moralità, mani pulite. Poi, la vigilia di Natale, la revoca degli arresti e il ritorno in libertà. Questo il ragionamento: D’Alfonso si è dimesso, non ha prove da inquinare, né reati da reiterare. Libero. Qualche giorno fa, tuttavia, il sindaco ha scovato un codicillo nel testo unico sull’ordinamento degli enti locali per evitare lo scioglimento del consiglio comunale, il commissariamento dell’amministrazione e il ricorso immediato alle urne. «Non mi dimetto più. Però non sto mica tanto bene e non posso più svolgere le mie funzioni. Passo la palla al mio vice, Camillo D’Angelo». La diagnosi, depositata in Comune, top secret, è stata tradotta in politichese in questo modo: «Sono affetto da una patologia ingravescente e permanente, quantomeno dalla imprevedibilità della data della completa guarigione. Questa condizione - ha spiegato il sindaco - non mi consentirebbe non so per quanto tempo di svolgere, con continuità e serenità, le attività articolate e complesse relative alla funzione». Patologia permanente? Imprevedibilità della data della completa guarigione? Cosa avrà mai il primo cittadino? Sarà mica solo stress? Impossibile vedere il misterioso certificato medico: questione di privacy... Tutto sembra filare liscio ma soltanto fino a quando il dottore che ha visitato D’Alfonso, l’amico e consigliere comunale del Pd Giancarlo Perfetto, non smaschera il primo cittadino: «Non so chi ha inventato le parole "ingravescente" e "permanente"... Non esistono». Ed è subito giallo. Perché D’Alfonso ha parlato di patologia permanente? Il consigliere in camice, spaventato e a disagio, ieri sera non s’è fatto vedere all’infuocata seduta del Parlamentino di Pescara. Consapevole di essere al centro di una partita più grande di lui e di aver messo ancor più nei pasticci il «suo» sindaco, s’è poi trincerato solo in un neutro «ho soltanto fatto il mio dovere di medico». I consiglieri comunali del Pdl si sono dimessi in blocco, sperando di convincere pure qualche collega dell’Idv e di alcune liste civiche, sempre più in imbarazzo, e provocare così lo scioglimento del Consiglio. E in serata s’è pure sfiorata la rissa. Bocciata la richiesta del Pdl di leggere il certificato medico, seppur in seduta segreta, è comparso uno striscione: «Ora basta imbrogli». Poi, sono intervenuti i vigili. CHE FIGURE DI CAZZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

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  • iwills - 06-01-2009

    Il nuovo garantismo "ad personam" del Pd...da L'OCCIDENTALE - Finché a fare il neo-garantista era solo Luciano Violante, i più maliziosi potevano pensare che si trattasse di una mera campagna di autopromozione dell'ex magistrato diessino per la carica di giudice costituzionale. Adesso che ad ingrossare le file del partito “Anche i giudici sbagliano” sono arrivati numerosi e autorevoli esponenti del Pd da ogni parte d'Italia (soprattutto dalle regioni in cui la magistratura s'è interessata agli amministratori democrats), la spiegazione non basta più. Anche perché l'escalation è a dir poco sorprendente. Ci eravamo appena abituati agli appelli di Violante contro la casta in toga, che ci è toccato sorbirci i sermoni di Massimo Brutti – neo commissario del Pd abruzzese dopo la deposizione di Luciano D'Alfonso - sulla criticabilità degli atti giudiziari, con tanto di sofistici sottintesi su chi possa criticarli e chi non deve permettersi di farlo. Sulle denunce di Veltroni sui “fatti gravissimi” di Pescara stendiamo un velo pietoso: durante le Feste è vietato infierire, altrimenti avremmo potuto ricordare al segretario Pd i suoi silenzi o le sue esternazioni a sproposito in occasione di altrettanti “fatti gravissimi” su cui la sua parte politica ha lucrato per decenni. Ma di certo non possiamo non spendere una parola sulla proposta di Lanfranco Tenaglia: affidare la decisione sulla custodia cautelare a un collegio di tre giudici e non più a uno solo. Ma bene, ma benissimo: sorvolando sul fatto che almeno un paio di ex Guardasigilli potrebbero rivendicarne il copyright, colpisce il fatto che il ministro della Giustizia, invece di aprire finalmente ad una riforma complessiva di sistema, abbia concentrato la sua attenzione solo su un passaggio procedurale relativo alla carcerazione preventiva. Ma il Pd ci ha sempre detto che non si fanno le leggi sull'onda di un caso specifico, tantomeno per risolvere i guai giudiziari degli amici, quindi siamo sicuri che gli arresti richiesti e poi revocati per il sindaco D'Alfonso e per il deputato Margiotta, con la proposta Tenaglia non c'entrano assolutamente niente. Smaltita quest'ennesima sorpresa, pensavamo di poter passare l'Epifania senza ulteriori colpi al cuore. E invece no: il Messaggero di oggi, infatti, ci informa che la diga è ormai rotta, e i tecnici del Pd starebbero addirittura lavorando a una proposta sulla responsabilità dei magistrati: hanno sbagliato, abbiamo detto che possono essere criticati, ora paghino! Tutto bene, tutto benissimo. Da garantisti quali siamo e orgogliosamente rimaniamo, non possiamo che essere felici di cotanta redenzione da parte degli ex militanti del partito delle manette. Ma una domanda nasce spontanea: rileggendo i giornali dei giorni in cui si discuteva del lodo Alfano e del “blocca-processi” collegato al pacchetto sicurezza, e i soloni del Pd si indignavano da mane a sera contro le leggi ad personam, Veltroni e i suoi riescono ancora a guardarsi allo specchio? Già, perché a noi l'idea che le garanzie dei cittadini possano essere rafforzate piace davvero. Ma dopo esserci sorbiti anni di moralismi contro le leggi “fatte apposta per bloccare i processi di Berlusconi”, ci pare francamente poco dignitoso continuare a prendere schiaffi sull'idea di riformare il sistema giudiziario e spellarci le mani per qualche proposta che blocchi gli arresti preventivi dei sindaci del Partito democratico.

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  • iwills - 06-01-2009

    fuori dalle giunte campane, fuori da quella di pescara...perchè non vanno fuori dalle palle dall'italia???????

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